Mariotto Albertinelli

Nascita: 1474  - Morte: 1515    Collocazione: Sala di Michelangelo e dei fiorentini

Pittore fiorentino nato durante l'Alto Rinascimento, all'età di dodici anni Mariotto Albertinelli divenne allievo di Cosimo Rosselli (1439-1507). Nel laboratorio di Rosselli, Albertinelli strinse amicizia con un altro allievo, Fra Bartolomeo, e i due pittori aprirono poi insieme uno studio a Firenze.

Albertinelli si sforzò di migliorare il proprio disegno studiando le antiche opere d'arte del giardino dei Medici. Fu influenzato anche dallo stile scultoreo di Raffaello (1483-1520). Quando, nel 1494, i Medici furono temporaneamente esiliati, egli riprese a lavorare con Bartolomeo, di cui copiò a tal punto la maniera che, secondo Giorgio Vasari (1511-1574), le loro opere venivano spesso confuse. Nel 1500, sulla scia della campagna moralizzatrice del riformatore Girolamo Savonarola (1452-1498), Bartolomeo entrò nell'ordine domenicano, assumendo il nome di Fra o Frate Bartolomeo, e abbandonò temporaneamente la pittura. Albertinelli, fuori di sé per la perdita, lo avrebbe voluto seguire, spronato dal successo ottenuto nel completare il Giudizio universale, decise di continuare per la sua strada. 

Le opere di Albertinelli recano l'impronta del Perugino (1446-1524), presso il quale studiò Raffaello, nel loro senso del volume nello spazio e nella prospettiva, insieme a una colorazione vicina a quella di Fra Bartolomeo. L'artista prese anche dai paesaggi di maestri fiamminghi come Hans Memling (1430-1494), e dalla tecnica dello sfumato di Leonardo (1452-1519). Le sue opere principali si trovano a Firenze, tra cui la Visitazione esposta alla Galleria degli Uffizi. In essa, Albertinelli cattura delle figure monumentali, con un paesaggio diviso geometricamente, e una forte presenza narrativa (Kren e Marx, Web Gallery of Art). 

Agli Uffizi troviamo anche l'Annunciazione, l'Adorazione del Bambino e la Circoncisione di Gesù, ovvero la predella della Visitazione, che era stata realizzata per la Cappella della Congregazione di San Martino (poi chiesa di Santa Elisabetta), a Firenze. Nell'opera si può osservare anche l'uso dell'equilibrio e delle leggi della prospettiva, con figure che assumono una forte narrativa. 

Tra i numerosi alunni di Albertinelli ci furono Jacopo da Pontormo (1494-1557), artista molto influente, e Giuliano Bugiardini (1475-1577).

 

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