Scopriamo i Nuovi Uffizi: le sale blu, degli stranieri dal Cinque al Settecento

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Dal dicembre 2011, agli Uffizi sono aperte le cosiddette “Sale blu”. Si tratta di dieci stanze di dimensioni ridotte rispetto ad altri spazi del museo, definiti “gabinetti”, come si chiamavano le sale dedicate a opere di piccola dimensione.

Fino a qualche tempo fa, questi spazi ospitavano laboratori di restauro della carta. Oggi sono dedicate a pittori spagnoli, fiamminghi, olandesi e francesi, vissuti tra il Cinquecento e il Settecento.

Da qui è iniziato l’esperimento delle stanze colorate. I nuovi allestimenti si allontanano infatti dalla classica bicromia vasariana, che secondo gli esperti rischiava di perdere la sua astrazione e di risultare un fondo piatto. Il blu di queste sale non ha solo il semplice effetto di stupire i visitatori, ma è stato scelto in armonia con le opere che accompagna, con il gusto artistico che le ha originate.

In questi spazi incontriamo Diego Velàzquez, Francisco Goya, El Greco, Simon Vouet, Rembrandt, Jean Baptiste Simeon Chardin, Jean Etienne Liotard, i due Brueghel, Pieter Paul Rubens, Antoine van Dyck e tanti altri grandi nomi della storia dell’arte europea.

Un piccolo percorso dentro quello della Galleria, una serie di capolavori che donano grandi emozioni. 


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