Piero di Cosimo

Nascita: 2 Gennaio, 1462  - Morte: 12 Aprile, 1522    Collocazione:

Sala di Leonardo

Piero di Cosimo, noto a volte come Piero di Lorenzo, nacque a Firenze, figlio di un orafo, e studiò con Cosimo Rosselli (1439-1507), da cui deriva il nome con cui è noto. Assistette Rosselli nei lavori per la Cappella Sistina, nel 1481. Nella sua prima fase, venne influenzato dal naturalismo olandese di Hogo van der Goes (1440-1482), il cui Trittico Portinari aveva portato la pittura fiorentina verso nuove strade. Da lui Cosimo imparò l'amore per i paesaggi e per la conoscenza profonda della crescita dei fiori e della vita naturale. La maniera di van der Goes è evidente soprattutto nell'Adorazione dei pastori di Cosimo, ora a Berlino.

Nel 1482 andò a Roma con Rosselli, e si dimostrò un vero figlio del Rinascimento, dipingendo soggetti della mitologia classica, come Venere, Marte e Cupido, e la Morte di Procri. Ricordiamo anche la serie su Perseo e Andromeda, la cui La liberazione di Andromeda si trova oggi agli Uffizi. Ispirato da Vitruvio e dal suo approccio all'evoluzione dell'uomo, costruiva le sue opere mitologiche con presenze bizzarre, forme ibride di uomini e animali, e di uomini che imparavano a usare fuoco e strumenti. I numerosi nudi presenti nelle sue opere rivelano l'influenza di Luca Signorelli (1445-1523).

Nel corso della sua vita, Cosimo si fece la reputazione dell'eccentrico. Pare che fosse spaventato dai temporali, e dal fuoco, al punto che raramente cucinava. Mangiava soprattutto uova sode, che preparava 50 alla volta, mentre cucinava la colla per il suo lavoro. Non voleva che il suo studio venisse pulito, o che i suoi alberi da frutto fossero potati. Secondo Vasari (1511-1574), viveva quasi come una bestia.

Se, come afferma ancora Vasari, visse gli ultimi anni in un triste isolamento, il cambiamento fu probabilmente dovuto al riformatore religioso Savonarola (1452-1498), sotto il cui influsso diresse la sua attenzione verso un'arte più religiosa. La morte di Rosselli, il suo maestro, potrebbe aver incupito maggiormente i suoi ultimi anni. La sua Incarnazione, esposta agli Uffizi e la Sacra famiglia di Dresda, illustrano bene il fervore religioso con cui era stimolato dal rigido predicatore.

Cosimo ebbe una grande reputazione come ritrattista: la più nota tra queste sue opere è il ritratto di una nobildonna fiorentina, Simonetta Vespucci (1453-1476), amante di Giuliano de' Medici (1453-1478). Secondo Vasari, Cosimo eccelleva nel progettare cortei e processioni trionfali per la gaudente gioventù fiorentina. Cosimo ebbe un'importante influenza sui compagni dello studio di Rosselli, come Albertinelli (1474-1515) e Fra Bartolomeo (1472-1517). Fu anche il maestro del manierista fiorentino Andrea del Sarto (1486-1531).

(Testo adattato da www.wikipedia.org entry on Piero Cosimo, disponibile in GNU Free Documentation License).

 

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