Piero Benci

Soprannominato: Pollaiolo    Nascita: 1441  - Morte: 1496    Collocazione: Sala dei Pollaiolo

Piero Benci e suo fratello, Antonio, noti come i fratelli Pollaiolo, furono pittori, scultori, incisori e orafi, e lavorarono insieme, durante il Rinascimento. Molte delle loro opere sono difficilmente riconducibili al lavoro dell'uno o dell'altro, dato che tante erano frutto del lavoro comune. Sono noti per aver preceduto Leonardo da Vinci nella pratica del dissezionamento dei cadaveri, al fine di comprenderne meglio l'anatomia, che era uno dei tratti distintivi della loro opera.

In particolare, Antonio del Pollaiolo aveva un'inclinazione per la rappresentazione delle figure umane in azione, come si può notare dai suoi dipinti, come Ercole e l'Idra (1475) e la sua unica incisione rimastaci, Battaglia di dieci uomini nudi, realizzata tra il 1470 e il 1475. La maggior parte dei dipinti dei fratelli sono attribuiti a Piero del Pollaiolo, ma le opere di migliore qualità provengono dagli sforzi di entrambi. Antonio trovò il proprio talento e il successo personali nella scultura e nella lavorazione dei metalli, ma numerose opere vengono attribuite a entrambi.

Una delle loro opere pittoriche, un pezzo molto noto, il Martirio di san Sebastiano (1475), presenta il santo nudo, in posizione centrale e simmetrica, e pare che la figura sia stata studiata su un corpo reale. Anche gli arcieri che circondano san Sebastiano dimostrano la particolare attenzione per i dettagli anatomici. Queste figure esemplificano l'influenza di Antonio nella rappresentazione del corpo umano in tensione, riscontrabile nella successiva pittura fiorentina.

I loro dipinti si trovano nelle collezioni di tutto il mondo. Tra queste, agli Uffizi troviamo Santi Vincenzo, Giacomo Maggiore ed Eustachio, il Ritratto di giovane col berretto rossoErcole e l'Idra, e Ercole e AnteoSempre alla Galleria degli Uffizi sono esposti lavori attribuiti a Pietro, come il Ritratto di Galeazzo Maria Sforza, Temperanza Carità. Queste ultime erano parte di una serie di sei opere rappresentanti le sei virtù, realizzate intorno al 1470, sono il retro delle postazioni dei rappresentanti del Tribunale della Mercatanzia. Il ritratto dello Sforza, invece, venne dipinto da Pietro su disegno del fratello, e raffigura il duca di Milano, noto per il suo mecenatismo artistico e i suoi modi ingiusti, crudeli e tirannici. 

Anche l'incisione di Antonio, Battaglia di dieci uomini nudi si trovava nella galleria fiorentina. Altre opere si trovano a San Miniato al Monte, a Firenze, allo Staatliche Museum di Berlino, alla National Gallery di Londra, al Louvre di Parigi, al museo Poldi Pezzoli di Milano, alla Yale University Gallery di New Haven, al Metropolitan Museum di New York. 

 

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