Jean Baptiste Siméon Chardin

Nascita: 2 Novembre, 1699  - Morte: 6 Dicembre, 1779    Collocazione: Sala del Settecento italiano ed europeo

Rinomato pittore francese del XVIII secolo, Jean Baptiste Siméon Chardin era molto noto per le sue nature morte e le opere di genere. Il suo stile raffinato e realistico ebbe un'influenza duratura su alcuni dei maggiori artisti del XIX e del XX secolo, inclusi Henri Matisse (1869-1954) e Paul Cézanne (1839-1906). I suoi dipinti raffiguravano soggetti semplici, ma magistrali nell'esecuzione, come possiamo osservare nelle sue opere esposte alla Galleria degli Uffizi Fanciullo col castello di carte Fanciulla col volano. 

Si formò presso i pittori francesi di scene storiche Pierre Jacques Cazes e Noël-Nicolas Coypel (1690 – 1734), ma per la sua formazione furono fondamentali i suoi studi individuali. Secondo la biografia del Getty Museum, il pittore francese iniziò eseguendo insegne per negozianti e realizzando i dettagli per opere di altri artisti. Sappiamo che nel 1724 era membro dell'Accademia di san Luca di Parigi, ma venne scoperto da Nicolas de Largillière (1656-1746), un ritrattista. Largillière raccomandò il suo ingresso all'Accademia reale di pittura, nel 1728. 

Le opere che gli permisero di essere accettato all'Accademia erano Il raggioIl buffet, che mostrano la sua tipica rappresentazione realistica e gli fecero guadagnare il soprannome di "pittore di animali e frutta". Da qui Chardin sviluppò ulteriormente la sua abilità nel riprodurre nature morte e iniziò ad appassionarsi alle scene di genere. La sua reputazione lo portò a ricevere commissioni redditizie, e anche una pensione da parte di re Luigi XV (1710-1774). Il suo lavoro si evolveva continuamente, dalle semplici nature morte alle dettagliate raffigurazioni della vita quotidiana della società francese. 

Dopo il 1770, Chardin iniziò a perdere la vista, ma continuò a evolversi come artista, scoprendo la pittura a pastello. Disse al riguardo "Usiamo i colori, ma dipingiamo con i sentimenti"; per lui le sue nature morte avevano una vita propria. Come scrisse il romanziere Marcel Proust (1871-1922), "Abbiamo imparato da Chardin che una pera è viva come una donna, che un ordinario pezzo di ceramica è bello come una pietra preziosa". Riguardo all'artista, Proust scrisse anche che "La vita quotidiana ti ammalierà, una volta che avrai assorbito i dipinti di Chardin in pochi giorni, come una lezione. Dopo aver compreso la vita dei suoi dipinti, avrai scoperto la bellezza della vita". 

 

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