Jan Steen

Nascita: 1626  - Morte: 1679    Collocazione: Sala di Rembrandt e dei Fiamminghi del Seicento

Uno dei rappresentanti di spicco della pittura di genere nel corso del secolo d'oro olandese, Jan Steen era noto per il suo spirito e per i colori vivaci. Nacque nella città olandese di Leida, casa di molti pittori importanti, come Gerard Dou (1613 – 1675), Gabriel Metsu (1629 – 1667) e Rembrandt (1606 – 1669). Si formò come pittore a Utrecht, con l'artista tedesco Nicolaes Knupfer (1603 – 1660) e probabilmente con Adriaen van Ostade (1610 – 1685). Steen fu anche assistente del suo futuro suocero Jan van Goyen (1596-1656), paesaggista olandese. 

La sua pittura di genere era piena di vita, spirito e comprensione della vita quotidiana; alcune opere erano notoriamente ingombre di disordine umano. Opere come Gli effetti dell'intemperanza, gli fecero guadagnare il soprannome con cui era noto in Olanda, "Jan Steen il domestico". Studiò e lavorò per tutti i Paesi Bassi, in citta come Delft, Warmond e Haarlem, tornando poi a Leida. Nei suoi ultimi anni proprio in questa città, il pittore olandese divenne presidente della Gilda di san Luca. 

Il suo stile lo innalzò al livello di suoi contemporanei come Vermeer (1632-1675), Frans Hals (1580-1666) e Rembrandt (1606-1669). I suoi dipinti hanno spesso un carattere morale, come Malattia d'amore del 1660, in cui mette in guardia da quei dottori ciarlatani che traggono profitto dagli incurabili dolori d'amore. Molti dei suoi messaggi erano sottili e presentati con leggero senso dell'umorismo; altre sue opere sono semplicemente raffigurazioni dei divertimenti della vita. Un esempio di queste ultime è rappresentato dalla sua opera presente agli Uffizi, Osteria di campagna. Molte delle sue opere di genere erano ambientate in taverne, com'era molto comune nel secolo d'oro olandese, ma Steen tentò realmente di aprire una taverna a Delft. Per nostra fortuna non ebbe molto successo, ed egli continuò a dipingere magistralmente scene di genere, ritratti, nature morte, animali, e alcuni soggetti religiosi, storici e mitologici. Le sue rappresentazioni di bambini, presenti in molte opere, sono considerate insuperate dai suoi contemporanei. 

Uno dei suoi più noti autoritratti è Autoritratto come suonatore di liuto.

 

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