Jacopo Pontormo

Nascita: 24 Maggio, 1494  - Morte: 2 Gennaio, 1557    Collocazione: Sala di Raffaello e di Andrea del SartoSala del Pontormo e del Rosso Fiorentino

Jacopo da Pontormo fu un artista molto influente per il Manierismo del XVI secolo, e un precursore del successivo Barocco. La sua formazione gli diede un'ampia conoscenza dell'arte fiorentina influente al tempo, dato che ebbe come maestri Leonardo da Vinci (1452-1519), Mariotto Albertinelli (1474-1515), Piero di Cosimo (1462-1522) e soprattutto Andrea del Sarto (1486-1531). Il suo lavoro fu molto importante per il suo illustre alunno, il Bronzino (1503-1572). 

Il ventaglio di influenze con cui si formò gli permise di raggiungere uno stile altamente individuale, che contribuì allo sviluppo del primo Manierismo, che avrebbe dominato il XVI secolo. A Firenze lavorava per la famiglia Medici, raggiungendo un ruolo di spicco già con i suoi primi lavori. Un ritratto del suo primo periodo, Ritratto di Cosimo il Vecchio, è quello del governante Cosimo de' Medici (1389-1464), e si trova agli Uffizi. Una delle sue prime opere, Leda e il cigno, mostra l'influsso dell'opera analoga di Leonardo. Tuttavia, l'opera è stata in alcuni casi attribuita al Sarto o a Perin del Vaga (1501-1547).

Un altro lavoro molto noto, commissionato dai Medici, sono i meravigliosi affreschi nella villa di Poggio a Caiano, a Prato, che raffigurano Vertumno e Pomona. L'opera ci mostra la linea di discendenza ereditaria dell'arte fiorentina: il lavoro fu iniziato dal maestro di Pontormo, il Sarto, fu portata avanti dal Pontormo stesso, e terminata da Alessandro Allori (1535-1607), che si era formato presso il Bronzino, alunno del Pontormo. Nelle chiese di Firenze incontriamo molte opere a carattere religioso del Pontormo, tra cui Deposizione dalla croceAnnunciazione. I suoi ultimi lavori furono su commissione dei Medici, per gli affreschi nel coro della loro cappella nella basilica di San Lorenzo, a Firenze. Ne rimangono solo i disegni preparatori. 

Conosciamo i suoi ultimi anni grazie alla dettagliata biografia di Giorgio Vasari (1511-1574), Le vite, ma anche da un diario dello stesso Pontormo. Ne viene fuori un artista malinconico, la cui opera riflette sia il suo genio appassionato che le sue sperimentazioni insolite. Il tutto è incarnato dalla sua forte capacità compositiva, contrastata dalle sue figure contornate e manieriste. L'esempio più lampante è la sua Deposizione dalla croce. 

 

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