Girolamo Muziano

Nascita: 1532  - Morte: 27 Aprile, 1592    Collocazione: Sala di Sebastiano del Piombo e di Lorenzo Lotto

Pittore profondamente religioso, Girolamo Muziano portò nelle sue creazioni un ampio ventaglio di influenze e il suo talento per i paesaggi. A Roma, dove si stabilì nel 1550, divenne famoso come "il Giovane dei Paesi". Studiò inizialmente a Padova, con il pittore veneziano Domenico Campagnola (1500-1564), e con il pittore olandese Lambert Sustris (1515-1584). Questo lo condusse a Venezia, dove Sustris e Campagnola erano noti per aver lavorato in città.

A Venezia, Girolamo Muziano subì l'influenza di Tiziano (1485-1576), mentre, quando visitò Roma, quella di Michelangelo (1475-1564). Questo diede alla sua pittura una combinazione interessante, tra le figure scultoree michelangiolesche e i paesaggi dalle ricche colorazioni di Tiziano. Nel corso della lunga carriera romana, fu influenzato anche da Sebastiano del Piombo (1485-1547), nella cui pittura era ugualmente presente una mescolanza tra i colori veneziani e le figure monumentali romane. In Muziano si nota anche qualche elemento dal manierista romano Taddeo Zuccari (1529-1566). 

Muziano ottenne gran parte della sua fama mentre lavorava a Roma, e si dice che Michelangelo abbia elogiato la sua Resurrezione di Lazzaro, realizzata per Palazzo Colonna a Subiaco, e ora nella Pinacoteca Vaticana. Uno dei suoi paesaggi più importanti fu dipinto come sfondo per una pala di Battista Franco (1510-1561), la Resurrezione per la chiesa romana di Santa Maria sopra Minerva, che ospita anche una statua di Michelangelo, raffigurante Cristo. 

Tra le sue opere degne di nota, ricordiamo la pala Circoncisione, realizzata per la basilica romana di Santa Maria in Aracoeli, e il San Girolamo nel deserto, a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Lavori come la sua Assunzione della Vergine, ci danno esempio dell'elevata pittura religiosa che assunse negli ultimi anni, abbandonando l'inclusione dei suoi paesaggi. Attraverso le sue opere romane, Muziano, sostenne le idee della Controriforma. In un famoso aneddoto, si racconta che si fosse rasato la testa per evitare qualunque tipo di distrazione, che non fossero la religione e la pittura. Oltre alle opere religiose, eseguì anche dei ritratti, uno dei quali è attualmente esposto agli Uffizi. 

 

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