Domenico Veneziano

Nascita: 1410  - Morte: 1461    Collocazione: Sala del primo Rinascimento

Domenico Veneziano fu un pittore del primo Rinascimento, che lavorò a Perugia, Firenze e in Toscana. Il suo capolavoro, la Pala di santa Lucia de' Magnoli, è esposto agli Uffizi. Originariamente era stata realizzata per la chiesa di Santa Lucia dei Magnoli, a Firenze, e la parte centrale, la Sacra conversazione coi santi Francesco, Giovanni Battista, Zanobi e Lucia è quella degli Uffizi. Altre parti della predella, tra cui San Giovanni Battista nel deserto, hanno viaggiato per vari luoghi, tra cui la National Gallery of Art di Waghington D.C., ma anche Cambridge e Berlino.

La vita di Veneziano è in gran parte sconosciuta, o ha addirittura portato a delle discussioni, ma egli è considerato uno dei fondatori della scuola pittorica fiorentina del Quattrocento. Il suo nome di battesimo era Domenico di Bartolomeo da Venezia. Da giovane pare che si sia formato presso Gentile da Fabriano (1370-1427) a Firenze, ma potrebbe aver studiato anche a Venezia, dove avrebbe conosciuto il Gotico internazionale degli artisti nordeuropei. È possibile che abbia svolto un apprendistato o lavorato con Pisanello (1395-1455) a Roma. 

Tra le poche opere sopravvissute, ci sono due lavori giovanili, anche se molto danneggiati. Uno è un affresco, la Vergine col Bambino in trono, l'altro è la rappresentazione di due teste di santi, che facevano parte del tabernacolo Carnesecchi a Firenze. In queste opere riscontriamo l'influenza di uno dei più importanti pittori del Rinascimento, Masaccio (1401-1427). Si nota anche l'influsso del fiorentino Benozzo Gozzoli (1421-1497).

È documentata anche una sua collaborazione con Piero della Francesca (1416-1492), per degli affreschi presso la chiesa di Sant'Egidio nell'ospedale di Santa Maria Nuova. Oggi perduti, questi affreschi rappresentavano le storie della vita della Vergine, ma furono lasciati incompleti e successivamente terminati da Alesso Baldovinetti (1425-1499). Veneziano lavorò ancora insieme a Piero, agli affreschi della chiesa di Santa Maria di Loreto, ma anche questi vennero lasciati incompiuti, a causa di un'epidemia di peste.

L'ultima opera di Veneziano fu realizzata per la chiesa di Santa Croce, e si tratta dei Santi Giovanni Battista e Francesco. L'artista a questo punto era famoso e ammirato per le sue miscele di colore e il suo uso della prospettiva. La sua influenza può essere riscontrata nell'opera di Andrea Mantegna (1431-1506). Secondo quanto riporta Giorgio Vasari (1511-1574) nelle sue biografie, parte della sua eredità è falsa. Si è detto che Veneziano sia stato il primo pittore a usare l'olio in Toscana, e avrebbe condiviso questa tecnica segreta con un altro giovane artista, Andrea del Castagno (1421-1457). Vasari afferma che il Castagno avrebbe ucciso Veneziano, per poter tenere il segreto per sé. Non ci sono tuttavia prove storiche che Veneziano sia stato il primo pittore a olio, e le date ci mostrano che Castagnò morì quattro anni prima di Veneziano.

 

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