Andrea Boscoli

Nascita: 1560  - Morte: 1607    Collocazione: Corridoio del CinquecentoSala del Barocci e della Controriforma toscana

L'artista fiorentino Boscoli, essendo un cosmopolita, accumulò numerose influenze e contatti sociali, che poi portarono il suo influsso sugli artisti a lui successivi. Veniva descritto come una personalità accesa, quasi bizzarra, con un amore profondo per l'arte, l'astrologia, la musica e la poesia. Iniziò il suo apprendistato sotto il pittore tardomanierista Santi di Tito (1536-1602) e fu membro dell'Accademia del Disegno fiorentina, a cui si unì nel 1583.

La sua formazione avvenne durante una riforma dello stile manierista, che si apriva a un maggior naturalismo. Andrea Boscoli sviluppò un'estetica propria all'interno della riforma, avendo cura dei dettagli e dando vivacità alla rappresentazione dei suoi soggetti. Questo suo stile definitivo seguì da vicino la sua persistente influenza, nonostante i viaggi e la consapevolezza del mondo dell'arte. 

In aggiunta all'ampiezza delle sue connessioni con artisti italiani, il suo periodo a Roma lo portò a frequentare artisti provenienti dal Nord delle Alpi. In questo periodo fu influenzato anche dal lavoro del pittore fiorentino Jacopo Zucchi (1541-1590), che si era formato sotto Giorgio Vasari (1511-1574). Boscoli frequentò anche un artista molto competente del mondo dell'arte di quel tempo, Federico Zuccari (1542 - 1609), che come Vasari fu critico e storico della pittura italiana.

Boscoli dipinse gli affreschi della Cappella della Cella per lo scultore Giovanni Angelo Montorsoli, presso il convento dei Servi di Maria a Roma. Nel 1592 lavorò a degli affreschi a tema mitologico nella Villa della Seta a Pisa, una delle opere che continua a mostrare un forte uso di luci e ombre. Realizzò una serie di disegni della Passione, che furono trasformati in incisioni e inoltre dipinse pale d'altare ovunque a Firenze. Realizzò anche un numero di lavori commissionati da privati, che ciononostante non risultavano profani rispetto al suo lavoro nelle città.

Sette anni prima di morire, Boscoli era ancora molto attivo nel dipingere affreschi e pale d'altare. Questi lavori diedero il via a un ritorno dello stile manierista nella sua arte con proporzioni e forme espressive, una sorta di allontanamento dalla sua formazione profondamente naturalista. Morì a Roma poco dopo il 1606 o il 1607.

 

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