Parmigianino

Nascita: 11 Gennaio, 1503  - Morte: 24 Agosto, 1540    Collocazione: Sala del Dosso e del Parmigianino

Il Parmigianino è stato uno dei più ammirati pittori del Manierismo italiano. Lavorò anche come stampatore e alchimista. Nato Girolamo Francesco Maria Mazzola, prese il nome d'arte dalla sua città natale, Parma. Crebbe sotto le cure degli zii Michele e Pier Ilario, con i quali imparò a dipingere da ragazzo. Collaborò con loro e a volte terminò delle opere lasciate incomplete dagli zii. 

Solo nei suoi primi vent'anni, Parmigianino aveva già realizzato affreschi per la chiesa di san Giovanni Evangelista a Parma. Era un artista coraggioso, e amava sperimentare attraverso composizioni non ortodosse ma era molto ammirato per il suo manierismo archetipico. Come scrisse Giorgio Vasari, egli era celebrato come un rinato Raffaello. Un'opera adatta a esemplificare il suo talento giovanile è l'Autoritratto entro uno specchio convesso. Il quadro circolare mostra l'artista a quasi vent'anni, in un'autorappresentazione quasi angelica, eseguita con un'attenzione squisita per gli effetti dello specchio. 

Un'altra opera nota per lo stile non convenzionale e la Madonna dal collo lungo, realizzata dopo il 1534 e ospitata alla Galleria degli Uffizi. Il quadro divenne noto come Madonna dal collo lungo a causa dell'insolito ma elegante aspetto della Vergine. Parmigianino era un artista che ambiva a uno stile sofisticato, che desiderava rompere le convenzioni, pur lavorando con una tecnica magistrale. Si è detto a volte che Parmigianino avrebbe gettato le basi, insieme ad altri artisti audaci, per quella che secoli dopo sarebbe stata chiamata arte moderna. 

Le sue prime opere mostrano i segni del suo stile elegante ed espressivo, che per molti versi rappresentava la quintessenza del Manierismo italiano. Lo notiamo in una pala d'altare realizzata per la chiesa di San Salvatore in Lauro, a Roma, la Visione di san Girolamo. Era il periodo in cui Parmigianino si trovava a Roma, accalmato come un Raffaello redivivo. Come Raffaello e altri artisti, tra cui Pontormo (1494-1557) e Rosso Fiorentino (1494-1540), Parmigianino era un pittore le cui forme esagerate e le caratteristiche innaturali divennero note come anticlassiche. 

Parmigianino fu molto influenzato da un altro pittore che lottava per qualcosa di diverso con la propria opera, il Correggio (1489-1534). I due si incontrarono in San Giovanni, mentre entrambi lavoravano a degli affreschi. Parmigianino lavorò anche a Bologna e Roma. Realizzò numerosi dipinti religiosi, che avevano sfondi inusuali, ma bellissimi. Dipinse anche alcune scene erotiche, come il Cupido che fabbrica l'arco, ed era un ritrattista apprezzato. Le sue stampe e gli intagli erano considerati tra i migliori in Italia. 

Nei suoi ultimi anni fu rapito dallo studio dell'alchimia, tanto da rompere un accordo di commissione, finendo in carcere. Alcuni dei suoi alunni che fu distratto dall'alchimia mentre era in cerca di nuove strade per le sue incisioni. 

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